Formule Esplosive per il Web Marketing

Web Marketing

Web Marketing, ovvero tutto ciò che non è abbastanza ben definito per rientrare in una delle altre categorie.

Quì si parla di soprattutto di Inbound Marketing, ovvero quella parte di advertising che mira a fornire ai potenziali clienti contenuti di valore, in modo che siano poi loro ad interessarsi al brand ed ai prodotti

Chi dice che il marketing e la pubblicità sono morti dice bene (forse), e si riferisce alla pubblicità interruttiva, propositiva e disturbante. E' invece in crescita un tipo di advertising pull, nato e cresciuto soprattutto sul web, inteso come media pubblicitario.

Uno strumento che ci piace, che è più efficace, e che ci permette di fare il nostro lavoro (i pubblicitari) con maggiore etica

3 minuti per diventare un miglior creatore di contenuti

Fast Company ha recentemente avviato una brillante serie, chiamata “Creation Stories” una serie per aiutare le persone con il processo creativo.

In questo video, intervistano Ricky Gervais (attore, comico e produttore britannico).

creare contenuti interessanti

La domanda che Fast Company gli ha chiesto è stata:

"Cosa ti influenza di più nel tuo processo creativo?" Ecco quello che aveva da dire.

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Viral Cuteness: ovvero la leva virale del “quant’è carinoooo!”

Cuccioli, gattini, bambini sono tutti elementi notoriamente virali.

Quello che hanno in comune è la loro tenerezza, che emoziona lo spettatore al punto da fargli ricondividere il video, e renderlo dunque virale.

La Viral Cuteness

Di bambini abbiamo già parlato quì, e parleremo di animali, ma oggi vorrei parlare dell’elemento lezioso in sè, portandovi 5 storici esempi

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I Virali, parodie di altri Video Virali

Tante volte, quando si parla di un virale, non faccio in tempo ad andarlo a vedere, che l’originale è stato rimosso, e trovo solo le relative parodie.

Parodia di un Viral

Tante altre invece, l’originale è ancora online, ma io vengo a scoprirlo attraverso la sua parodia (per me, è stato il caso del bullo “può accompagnare solo”, quì)

Uno dei virali più famosi, antichi e parodizzati di tutti i tempi, è probabilmente Star Wars Kid (conosciuto anche come The Drunk Jedi Master). Questa è la mia preferita:

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Meta-Marketing, quando ad essere promosso è il marketing stesso

I non giovanissimi, si ricorderanno questo spot, un classico anni ‘80

Per la prima volta, il protagonista dello spot, è infatti il marketing, ovvero il tentativo di vendere il prodotto.

Ci sono addirittura toni maliziosi in questo marketing, visto il ghigno malefico di Grillo a conclusione dello spot.

Probabilmente non è ancora definibile meta-marketing, ma lo trovo un precursore.

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I Bambini che rendono virali i video

Vi sarà sicuramente noto il video di Charlie bit my finger, settimo nella classifica dei video più visti di sempre su youtube, nonchè unico dei top 10 a non essere un video musicale.

Si tratta di due fratellini in una situazione comica, drammatica e dolce nello stesso momento, come solo una coppia di bambini saprebbe fare.

Si anche drammatica, perchè per un momento abbiamo tutti avuto paura che qualcuno si facesse male; ma tutto finisce con gioia, e noi siamo quindi “costretti” a condividere il video.

Anche chi usa il virale per l’advertising, si è naturalmente accorto dell’”elemento bambini”.

Basti pensare al famoso spot virale di volkswagen, con protagonista proprio un bambino, ed al suo successore nonchè parodia, con una depressa bambina al centro della scena.

Certo si tratta di ragazzini più che bambini.

Non è infatti per niente facile inserire bimbi più piccoli.

I neonati infatti sono probabilmente ancora più efficaci in termini di condivisione sociale.

Come inserire quindi attori neonati senza poterli dirigere sul set?

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Quanto deve durare un video virale?

Una caratteristica spesso legata al carattere virale di un video è la breve durata.

Quando 7 o 8 anni fà si iniziava a parlare di virale, era una regola base la durata di “30 secondi, massimo un minuto. Più passano gli anni, più questo limite si alza, e chi si ostina a volerlo stabilire, parla oggi di massimo 3 minuti.

Nessuno potrebbe però affermare nulla del genere davanti all’agenzia di DC Shoes, che ha realizzato questo video

Più di 9 minuti, vicini al massimo consentito da youtube.

Il punto è che non esiste affatto un durata “giusta” per un video virale.

Sicuramente ci sono tipologie di video che richiedono un tempo più breve, ma finchè l’attenzione dello spettatore si riesce a mantenere alta il video non deve necessariamente finire.

Altro esempio, diverso dal precedente, 5 minuti:

Con le sue immagini spettacolari, GoPro cattura lo spettatore per tutta la durata del video, che non mostra nessuna intenzione di finire presto.

Certo, molti video virali classici non funzionerebbero durando di più, solo non esistono regole assolute.

Chiudo con il video, naturalmente di carattere virale, che ha portato al successo gli Oblivion, geniale compagnia teatrale delle mie parti (Bologna), 10 minuti esatti

Come ottenere la partnership di youtube

Parliamo di un argomento stradibattuto su internet:

come ottenere questa benedetta partnership di Youtube?

Partnership di Youtube

Ci sono decine di videoblogger che si interrogano su cosa sbagliano, e come mai non hanno ancora ottenuto di poter guadagnare quell’euro ogni 1000 visite (sono stime eh).

Vi assicuro innanzitutto che non c’è una regola precisa. O probabilmente c’è, ma non è facilmente riassumibile.

Mentre non è ben chiaro se l’approvazione avvenga da parte di algoritmi automatici o da esseri umani (ne in che percentuale l’uno o l’altro), è sicuramente chiara la prima caratteristica necessaria per diventare partner: la pazienza.

Intanto vi dico che io la partner l’ho ottenuta (quando ero Gggiovane), su questo canale.

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Il Seeding dei video virali: quali canali scegliere

Parlare di Viral Seeding non è molto diverso dal parlare di media planning in generale.

Infatti si tratta fondamentalmente di individuare i migliori canali su cui mostrare la propria pubblicità, in funzione del target, del contenuto e soprattutto del budget.

Non si scappa infatti da questo caposaldo della pianificazione media, cioè che più spendi, più sarai visibile.

Ovviamente stiamo parlando della modalità autoalimentata per eccellenza (il viral marketing), ma senza una adeguato seeding iniziale, questo non basterà mai.

I casi infatti di virali davvero tali, ovvero partiti da un individuo e arrivati ad altri milioni, sono davvero una rarità per il video in generale, e forse un utopia per l’adv.

La vera differenza, se vogliamo, tra un classico media plan e un seeding plan, sta nell’importanza che si dà alla condivisione spontanea del materiale pubblicitario, che è poi ciò che definisce l’aggettivo virale.

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