Formule Esplosive per il Web Marketing

Viral Marketing

La sezione Advertising, contiene una raccolta delle migliori case di Viral Marketing nella storia del web (e anche prima).

Commenti analisi ed opinioni sulle campagne Virali, quelle riuscite e quelle non.

Naturalmente, vi invitiamo a dire la vostra nei commenti.

“Smetti di essere divertente, se vuoi diventare virale!”

“Se gli inserzionisti vogliono che le loro campagne diventino virali, devono smettere di cercare di essere divertenti”

virale che non fà ridere

Questo sostiene Unruly media, nel suo ultimo rapporto (scaricabile quì), basato sugli spot andati in onda durante la pausa del superbowl.

Infatti, i due annunci che hanno generato il maggior numero di condivisioni su Facebook, Twitter e sui blog, sono quelli che non facevano ridere.

Basti guardare lo spot più condiviso, tra quelli del superbowl:

Leggi tutto: “Smetti di essere divertente, se vuoi diventare virale!”

The Bear: il virale di Canal+

Penso che tra tutti gli animali che rendono virale un video, dopo i gatti ovviamente, al secondo posto, si piazzano gli orsi.

Oltre alla famosissima campagna di Tipp-ex, ci sono tanti esempi di virali con protagonisti orsi, veri e non (quì, quì e quì).

Questa volta, l’orso è tale solo esteticamente, poichè per il resto nessuno sembra far caso alle sue fattezze, trattandolo come una persona.

L’esplosività del video è legata soprattutto alla situazione comica ed alla simpatia del personaggio, alla incredibile qualità del video (tanto che è stato creato anche un making of), ed infine al finale a sorpresa che rende il video davvero condivisibile e quindi virale.

Buona visione

Lo Stream di Twitter in un mensile cartaceo

A settembre di ogni anno, negli stati uniti, come in molti altri paesi, ripartono i serial televisivi, i veri padroni della fiction da ormai molti anni.

CW Network, è un canale “minore” in america, che non gode dei titoli di Fox o altri grossi canali.

Anche per questo motivo, si sono inventati un advertising davvero innovativo.

Il numero di settembre 2012 di Entertainment Weekly conteneva infatti un inserto pubblicitario, con dentro niente meno che uno smartphone connesso in 3g, con lo stream di twitter del profilo di CW Network

Ad un analisi approfondita si tratta di un telefono con batteria standard, Sim 3G, fotocamera, altoparlante, porta mini USB.

Il dispositivo è dotato anche di una tastiera QWERTY, coperta da un nastro adesivo nero.

Quelli di Mashable, sono riusciti anche a telefonarci!

In questo modo CW da attenzione al suo canale (l’inserto si trovava proprio in mezzo alle rubriche sui serial tv) e mostra come il canale sia più “avanti” degli altri.

Si tratta quindi un lavoro di brand awareness, grazie anche al conseguente impatto mediatico virale che l’iniziativa di adv ha generato.

Anche i risultati sull’audience del canale, non sono mancati, come spiega il video

Domino consegna la pizza con i droni volanti

L'estate scorsa Domino ha bandito un concorso virale per far aguzzare le menti di noi giovani e reinventare la pizza a domicilio.

Bè, l'agenzia di marketing T+Biscuits con base a Londra si è inventata la consegna per mezzo di un simpatico velivolo telecomandato.

Ora, non so se è a prova di famelici gabbiani e tantomeno non so se ti arriva calda, ma di sicuro è un bel vedere.

Scherzi a parte, questa trovata serve a Domino per far parlare di sè in fase di ricerca, quasi gratuita, con un bel concorso al quale tanti aspiranti marketers partecipano.

Al termine della produzione, questa volta interamente gratuita perché a spese dell'agenzia che partecipa, Domino fa parlare di se per il metodo più strambo e divertente per portare la pizza a casa di qualcuno.

Due piccioni con una fava e la quaglia a T+Biscuit che con un video low budget trova spazio nei blog di settore.

Quindi al momento quest servizio non è ancora disponibile e dubito che lo sarà in tempi brevi, ma noi intanto ci siamo attrezzati di retino per fucile a pallini, chissà che qualcuno non ci offra il pranzo; sarebbe una manna... dal celo.

la Compressione JPEG misura il successo Virale

Qualche mese fà, se avete amici vagamente attivi politicamente, potete aver notato i vostri contatti che cambiavano la loro foto del profilo con il simbolo dell'uguale matematico, rosso.

Si trattava di una campagna a favore dell'ugualianza dei matrimoni omosessuali ed eterosessuali.

Come nel gioco del telefono senza fili, ogni volta che un immagine viene salvata e ri-uplodata come file JPEG, viene compressa, ancora e ancora, rendendo le approssimazioni grafiche della compressione sempre più visibili

jpeg virale

Un segno sicuro del suo successo virale, infatti col passare del tempo l'immagine appariva sempre più degradata.

Questo processo ricorda questo video che è stato caricato su YouTube 1.000 volte, usando il la compressione del sito per trasformare il video in qualcosa di completamente diverso.

Nel 1969, il compositore Alvin Lucier si avvicinò a questa idea suonando ripetutamente e ri-registrando la sua voce.

Unruly Media, ovvero il Buddha del Marketing virale

Stiamo parlando dell’agenzia che ha creato e gestisce ViralVideoChart, il punto di riferimento del video virale.

Unruly media ci ha regalato in questi anni alcuni dei maggiori successi virali di sempre.

E’ infatti loro la produzione per Evian dei bambini sui pattini, Mr. Wolfdog e tutte le incredibili pubblicità di Old spice, nonchè questo leggendario spot di Heineken.

Quì l’intero wall of fame.

Se pensate che la viralità delle produzioni non sia sufficiente, diamo un’occhiata alle altre risorse, a cominciare dal potenziale parco utenti a disposizione dell’azienda per le attività di seeding.

Utilizzando le varie piattaforme web dell’agenzia più quelle dei partner, sommando tutti i relativi canali social, Unruly ha un potenziale parco di ascolto di un miliardo di utenti unici (dati Comscore, fonte), circa un settimo della popolazione mondiale.

C’è inoltre una pagina per il continuo reclutamento di Publisher (alla quale mi sono appena iscritto).

Ma veniamo agli strumenti operativi:

- Il Social Video Lab permette di prova “su strada” il contenuto virale, e stimarne il successo sociale prima del lancio

- l’Unruly ShareRank™, è un algoritmo proprietario che consente agli inserzionisti di prevedere con precisione la condivisibilità di un video. E’ in fase beta, ma se volete saperne di più vi potete iscrivere

Insomma, un agenzia (o meglio La Agenzia) per cui parlano i numeri, proprio come il loro showreel

Il Fake Viral Marketing di Greenpeace, ai danni di Shell

L’estate scorsa, Shell propone un concorso, una roba tipo “disegna tu il poster e verrà stampato sugli edifici”.

La campagna riguarda il rilancio del programma di trivellazioni compiute nei ghiacci al largo della costa dell’Alaska.

Tenete presente che negli anni 80, queste trivellazioni inquinarono irrimediabilmente le zone, e la stessa Shell ammise successivamente di non sapere come poter rimediare.

Questa volta però, sempre Shell, sostiene sul sito creato ad Hock “ArticReady”, di avere sviluppato una sicurezza intrinseca, che scongiura ogni rischio.

Sul sito si poteva appunto creare un cartellone pubblicitario, su un layout predefinito, a partire da alcune foto locali.

Il concorso è subito virale, ma i risultati fanno gridare all’epic fail:

Passo falso di Shell? Non proprio

Si scopre presto che la campagna, ed il sito, sono state messe in piedi da Greenpeace, che le ha spacciate in tutto e per tutto come compagna di Shell.

E ci sono cascati tutti, perchè Greenpeace e la sua agenzia hanno riprodotto non solo la grafica, ma anche lo stile comunicativo “story telling” di Shell.

Blogger e giornalisti cominciano inizialmente a scrivere della terribile campagna di viral marketing di Shell, mentre l’azienda fà partire batterie di email di controinformazione, sperando di arginare la diffusione viral (antidote marketing?).

Il sito è online da un mese quando Shell se ne accorge e ne ottiene la chiusura.

I vertici dell’azienda (per fortuna) impediscono di procedere con una denuncia, in cui probabilmente Greenpeace sperava anche.

Il risultato comunque è ampiamente raggiunto, tanto che perfino oggi siamo a quì a parlarne.

E quindi, che siate ecologisti o azionisti, riconoscerete che il vincitore di questa storia è Greenpeace.

il virale di Volkswagen colpisce ancora

Questa vi sveglierà dal torpore mattutino meglio di un caffè.

"Lucky Man" della Volkswagen inizia sulle dolci note dell'omonimo pezzo degli Emerson Lake and Palmer, ci culla dolcemente con un montaggio lento della mattinata del papà perfetto nella sua casa perfetta, con la sua moglie perfetta che gli ha dato un figlio perfetto.

Dopo una breve sequenza di scene dolci e rilassanti ci interrompe questo idillio con quella che poteva essere la fine della famiglia perfetta.

Prodotta dalla Deutsch LA, "Lucky Man" ci ricorda che la sicurezza sulla strada non va presa sottogamba e che una macchina sicura non è un lusso.

Probabilmente il caffè del papà perfetto era decaffeinato e quando si è messo alla guida della sua Passat non era del tutto sveglio, visto che uscendo dal vialetto non vede una macchina che gli si schianta sulla portiera.

La Passat (già protagonista di "The Force") 2013 vince il premio IIHS Top Safety pick e sceglie Matthijs van Heijningen, vincitore a Cannes per lo spot "The Bear", per girare quest spot.

Enjoy!

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