Formule Esplosive per il Web Marketing

Entro il 2018 gli spettatori Tv, diminuiranno dell'82%

Una nuova ricerca di Forrester Research dimostra che entro il 2018 i titolari di contratti di tv via cavo o satellitare dimnuiranno dal 82% al 29%.

immagine tw contro web

La pubblicazione "Marketers: Don't Worry About Cord-Cutting" fa una analisi piuttosto ottimista di queste statistiche sostenendo che solo le persone che si abbandono il servizio via cavo sono quelle che non guardano la televisione e che non lasciano il servizio perché i contenuti ai quali sono interessati sono per la maggior parte online ma perché gli abbonamenti sono troppo costosi.

Jim Nail, della Forrester, sostiene che i dati del report sul decadimento della della televisione sono "gonfiati" e avverte i gli investitori a non farsi  spaventare da titoli esagerati sulle vicende dell'industria della pay-TV.

In quanto autore di post come "Google's $100 Million Deal With Publicis Ought To Terrify TV Execs" e "Facebook And Google Are About To Overtake All Of TV In Audience Size" mi sento in dovere di fare la parte dell' avvocato del diavolo.

Eccovi le predizioni di Niel sulle percentuali di proprietari americani che si iscriveranno a servizi pay-TV nei prossimi cinque anni. Non capisco come gli esecutivi delle agenzie possano interpretare una perdita di tre punti percentuali come una vittoria. Ad ogni modo, non è così che la pensano Business Insider e altri giornalisti.

Il ragionamento di Nail si basa sul fatto che malgrado ci siano tanti contenuti online, la maggior parte di contenuti più richiesti e originali si possono ottenere solo attraverso il cavo (o con la password di qualcun altro). Niel sostiene anche che servizi come Netflix o SmartTV che ti permettono di vedere programmi televisivi online sono ancora troppo complessi e per questo il cavo resta una sicurezza dalla quale è difficile staccarsi.

In un certo senso ha ragione. Per ora, le reti televisive hanno i diritti della maggior parte dei contenuti che io e i miei amici vogliamo guardare, e si sono tanto prodigati nel proteggerne i diritti facendo si che per vedere una serie televisiva tu sia costretto ad acquistare una licenza pay-TV o una sottoscrizione a Hulu che è proprietà di tre tra le più grandi network.

Laddove Niel si sbaglia è nel dire che i contenuti migliori saranno sempre prodotti delle reti televisive. All'attuale gli investimenti di Netflix nel produrre contenuti originali ha prodotto i suoi frutti con "House of cards" e "Orange is the New Black", inoltre la democratizzazione del web ha aperto YouTube ad aprire le porte a nuovi produttori giovani e intraprendenti.

Mentre le fasce più giovani si abituano a guardare ogni tipo di contenuti online su YouTube, si abituano ad utilizzare Smart TV e a collegare Xbox o Chrmoecast ai loro televisori.

Nail ammette tutto questo nell'ultimo punto del suo paragrafo sul declino del modello di vendita della TV via cavo che costringe il consumatore a pagare per l'accesso totale a tutti i programmi piuttosto che per un canale o un programma soltanto. Nel suo resoconto leggiamo:

"Per i consumatori l'idea di connettere la TV ad Internet ha un ché di misterioso e per lo meno è faticoso. Il passaggio e più facile di quanto non pensino, considerando i 38 milioni di proprietari che già connettono console e più di un quarto tra di Smart TV vendute con una connessione internet integrata.

Queste idee sono fortemente combattute dalle pubblicità Microsoft della nuova Xbox One e quelle della TV Samsung educano i consumatori all'utilizzo delle Smart TV. Quando i consumatori realizzeranno che Hulu e Netflix sono ad un click di distanza da AMC e NBC le ore passate davanti al computer aumenteranno e i clienti arriveranno a pagare per guardare sempre meno ore di TV via cavo. Per evitare che i loro clienti diminuiscano drasticamente, le Pay TV si troveranno a ad offire una selezione dei canali à la carte permettendo, per esempio agli appassionati di sport, di acquistare ESPN."

Quindi non rischiate di svegliarvi domattina in un mondo dove nessuno ha più la TV via cavo, ma altre soluzione offerte da connessioni internet continueranno a proliferare e la loro qualità e facilità d'accesso è destinata ad aumentare.

È innegabilmente piccolo (ma non insignificante) il numero di persone che ha già deciso cha possono vivere senza cavo. Anche se gli esecutivi delle TV americane ci tengono tanto a ricordarci che l'americano medio guarda 35 ore di televisione alla settimana, la grafica di MarketingCharts.com riportata qui sotto ci fa capire che questo valore è "pompato" dalla popolazione in tarda età che sta in poltrona davanti al tubo catodico per 45 ore alla settimana.

Che dire invece di quell'importante fascia che va dai 25 ai 34? Guardano poco più di 26 ore alla settimana, 15% in meno rispetto a due anni e mezzo fa.

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